[31/10/21] HALLOWQUEER NIGHT. Una serata pagana(le).

L’occupazione via del Leone 60/62, la magnifica casa delle donne occupata tfq e il collettivo Mantide presentano:
HALLOWQUUER NIGHT: Evento culturale e ludico sulla storia delle streghe in Italia, con cena e musica, presso l’occupazione di via del Leone 60.
Inizio h17:30.
La giornata partirà con la presentazione del libro “Aradia: il vangelo delle streghe” di Charles Leland, che riporta dei frammenti di una tradizione stregonesca centro-italiana raccolti alla fine del diciannovesimo secolo, che testimoniano vividamente l’esistenza di una “resistenza spirituale” principalmente nutrita da donne e soggettività non conformi, ed individualità ai margini della società, che attraverso pratiche paganistiche e diabolistiche rivendicarono una loro liberazione dalla dottrina cattolica patriarcale.
Segue cena (a tema e vegan) a più portate e festa fino a mezzanotte in via del Leone, con proseguimento verso Piazza del Carmine.
NO FASC*, NO SBIRR*, NO OMOFOB*/TRANSFOBIC*, NO MACHI.
Via del Leone è una spazia sicura. Se durante la serata ti senti molestat* parlane con chi sta al bar, non accettermo comportamenti patriarcali e machisti.
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[30/10/21] TU CI CHIUDI TU CI PAGHI, un addo dopo il 30 Ottobre.

Riceviamo e condividiamo:

TU CI CHIUDI TU CI PAGHI
un anno dopo

Un anno fa Firenze si è ripresa il palcoscenico in cui si svolge quotidianamente il balletto del capitale. Le strade cristallizzate nel luccichio delle loro vetrine sono state animate dai nostri corpi. Quella sera Firenze si è scoperta diversa, rivelandosi nelle sue contraddizioni.

In tantə siamo scesə in strada: dal ristoratore impaurito allə camerierə a nero, dal proprietario di Airbnb allə sfrattatə, dagli ultras allə militanti dei centri sociali. Una composizione inusuale che ha disorientato moltə di noi e con la quale ci interfacciamo con difficoltà anche oggi, dopo un altro anno di pandemia. Decidemmo di partecipare per portare la nostra voce, per capirci qualcosa, perché come tantə altrə ragazzə fiorentinə viviamo tutti i giorni l’oppressione sulla nostra pelle.

Ci hanno tolto le scuole per stiparci nei bus, ci hanno espulsi dalle piazze per riempirle di tavolini, non abbiamo voluto lavorare sottopagatə nei ristoranti della riviera e siamo statə descrittə come parassiti del reddito di cittadinanza; siamo uscitə la sera e siamo diventatə mala-movida; abbiamo alzato la testa e ci hanno trattatə come criminali.

Senza bisogno di andare a guardare molto più in là dell’uscio di casa nostra, siamo già in grado di vedere cos’è successo in questo periodo, perché come noi quasi tutta la popolazione ha affrontato gli stessi problemi: chi non ha i soldi per farla sempre franca è statə ridottə alla sua dimensione di lavoratricə produttivə, senza libertà e senza diritti. Abbiamo visto lo Stato come mezzo di sfruttamento ed oppressione, unicamente ed indiscutibilmente.

E’ passato un anno esatto da quella sera in cui Firenze ha gridato la sua rabbia. Tanti altri attacchi abbiamo subito, tante volte la nostra libertà è stata incatenata. Sblocco degli sfratti, sblocco dei licenziamenti, coprifuoco, green-pass… ora qualcosa ha ricominciato a muoversi, tra le lotte operaie e i picchetti antisfratto, passando per le piazze no green-pass ed i blocchi portuali: chi si percepscə oppressə oggi alza la voce.

Ripartiamo dalle nostre vite: impariamo a leggere le realtà che ci circondano, i contesti che abitiamo, le piazze in cui ci affacciamo. Costruiamo nuove idee e nuove forme con le persone che incontriamo.

In migliaia siamo scesə in piazza, in decine siamo statə manganellatə, alcunə sono statə arrestatə. Persino con un enorme dispiegamento poliziesco e giudiziario lo Stato non è riuscito a mantenere il controllo e si è contorto in sgraziate manovre repressive. Niente fa presumere che possa esserne maggiormente in grado ora.

La pace sociale è percorsa da brividi.

Chi pensa deve agire.

Alcunə imputatə del processo del 30 ottobre.

 

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[27/10/21] “Till the end” singolo benefit Disco Rebel Foundation processo 30 Ottobre

Anche la musica è e deve essere politica.
Da anni ci sono realtà musicali come Disco Rebel Foundation e Immiroots Sound System che sostengono, suonando gratuitamente e attraverso le loro liriche, le lotte che portiamo avanti nei nostri quartieri e nelle nostre città.
Per sostenere le spese legali seguite alla repressione della giornata di lotta del 30 Ottobre 2020 hanno fatto uscire un singolo, dal titolo Till the end. Con 8 eurini lo avrai a casa tua, con 2 euro in versione digitale.
Vale la pena sostenere il progetto, vale la pena sostenere le lotte.
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[6/10/21] Assemblea sostegno alimentare

Abbiamo deciso di provare a ripartire anche quest’anno con il Sostegno Alimentare.
Abbiamo deciso di fare una chiamata pubblica in cui spiegheremo cosa è il Sostegno Alimentare (non un servizio caritatevole ma mutuo soccorso fra chi si trova in difficoltà).
Ci troveremo mercoledì 6 ottobre alle h. 18.30 alla Stanzina dei Bambini (via del Leone 76, angolo Piazza Tasso) e spiegheremo a tutte le famiglie che vorranno prendere il pacco che devono partecipare attivamente alla distribuzione dei pacchi.
Se vuoi ricevere un pacco alimentare o se vuoi partecipare al progetto di sostegno alimentare di quartiere vieni MERCOLEDI 6 OTTOBRE alle h.18.30 alla Stanzina dei Bambini (Via del Leone 76 angolo Piazza Tasso) per capire come funziona il progetto e come prendervi parte.
Vi invitiamo a partecipare mercoledì, a stampare e a far girare questo volantino, soprattutto fra le famiglie in difficoltà del quartiere.
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[2/10/21] Presentazione del libro “Che corsa resta di noi” (Eris Ed., 2020) a cura dell’autore + apericena

L’occupazione di via del Leone 60/62 presenta:
“Che cosa resta di noi” (Eris Edizioni, Torino, 2020). Presentazione del romanzo a cura dell’autore Juri di Molfetta.
A seguire apericena (vegan), birrette e chiacchere.
“Tre ragazzini si affacciano all’adolescenza tra ultras, punk e antifascismo. Il romanzo apre uno squarcio sulle tensioni sociali e sulla sconfitta della lotta operaia nella Torino città fabbrica degli anni Ottanta. Fotografa il momento in cui la cultura e la solidarietà di classe sono state soppiantate da televisione e consumismo. Attraverso i tre protagonisti e le loro storie famigliari, l’autore racconta un tessuto sociale dilaniato dalla fine del sogno di un futuro migliore, dagli strascichi della lotta armata, dall’eroina e dalle mafie che allungano le mani sui quartieri. Cose troppo grosse per tre ragazzini che, anche se impreparati, ci si troveranno dentro e dovranno vivere tutto, o almeno provarci.
Una grande narrazione sociale e corale che riporta il lettore dentro gli ambienti generazionali, politici, culturali e psicologici degli anni a cavallo tra fine Settanta e inizio Ottanta.”
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