“Via le cianfrusaglie dai negozi e affitti più bassi!” Intervista al glorioso Sindaco Dario Nardella

Traduzione dal Nardelliano – Quando parlano i fatti

I nostri esperti internazionali di linguistica sono riusciti a tradurre per tutte e tutti voi l’intervista che il nostro glorioso sindaco ha rilasciato qualche giorno fa a La Nazione. Siamo riusciti a tradurre dal Nardelliano stretto all’italiano corrente cosa voleva in realtà dire il nostro leader sul caro affitti e le cianfrusaglie per turisti…. buona lettura.

Sindaco, riportiamo i cittadini in centro?

Ma che idea è questa?! Il centro storico di Firenze deve essere attraversato esclusivamente da turisti, meglio se ricchi, così possono spendere e consumare di più e contribuire all’innalzamento del caro-vita…

In che modo?

Vendendo tutto agli speculatori! Per esempio, in Piazza San Felice, l’edificio dove c’è al piano terra il Caffè Bianchi, prima di mia proprietà (del Comune ndr), l’ho dovuto vendere ad una società che ci farà un albergo! ….E no, di farci case popolari non mi è neanche passato nell’anticamera del cervello! Voi cosa avreste scelto tra soldi e poveracci?!

Quanti affitti calmierati ci sono al momento?

500, che mi sembra bastino per una città di 380.000 abitanti.. per completare l’offerta ci siamo appoggiati ad una piattaforma online: Airbnb. Se posso permettermi di dare a tutti un consiglio: scegliete bene l’appartamento da prenotare, i migliori sono quelli dei proprietari più ricchi e che hanno più case perché hanno più soldi per ristrutturare; sapete, dopo che c’è stata una famiglia per 60 anni c’è da rifare proprio tutto da cima a fondo! Confesercenti chiede anche un fitto calendario di eventi. Dal momento che non ce ne importa nulla delle periferie è più semplice concentrare tutto il divertimento in centro, per esempio per Capodanno non organizziamo più il trito e ritrito concertone ma tantissimi eventi insignificanti circondati da food truck che vendono bottigliette di acqua da mezzo litro al modico prezzo di 2 euro e il tradizionale minuscolo panino con il lampredotto a soli 5 euro!

Tempo fa lei tuonò contro certe brutture in vendita in strade storiche: grembiuli con il David nudo, mascherine veneziane, statuette fosforescenti. Sono ancora tutte in vetrina.

Abbiamo già convocato un tavolo di Esperti per elaborare una sofisticatissima ordinanza.

La mobilità è da ripensare? Si possono allargare le maglie della Ztl?

Direi che più o meno va bene così: riescono a passare solo quelli che vogliono andare a mangiare, bere e divertirsi, i noiosoni che devono andare a lavorare possono rimanere oltre la cerchia dei viali.

E in futuro?

Ah, perché dovremmo pensare anche a quello?

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Chiude il Dolce Emporio – Continua la Gentrificazione dell’Oltrarno

Quanto dobbiamo aspettare ancora?! Quanti negozi della nostra infanzia vogliamo veder chiudere prima di renderci conto che è necessario agire immediatamente in modo globale e radicale per cambiare rotta?!

Dal Dolce Emporio, noi ragazzi del quartiere ci siam passati tutti, chi per comprare un cioccolatino, chi per rubare una caramella e sentirsi subito un po’ più grande nonostante lo zucchero in bocca. È vergognoso e ignobile che l’amministrazione si rifiuti di offrire un reale sostegno a chi gestisce gli esercizi storici: non prevedendo una calmierazione degli affitti ma unicamente la tutela del locale, infatti, il comune mette in ginocchio chi ha lavorato per decenni nel quartiere.

Evidentemente l’unica cosa che va tutelata in Oltrarno è l’immagine – delle persone al nostro caro sindaco non frega nulla. Non importa se finisci sul lastrico o se ti sveni per mantenere in piedi la bottega che ti dà da campare da quando sei stato in grado di lavorare e che prima di te ha visto faticare i tuoi genitori e forse i tuoi nonni. Quello che conta è che venga preservato “l’esercizio storico” svuotato di significato, di storia, di passioni. Quella che stiamo perdendo è la nostra identità e non si parla di razza o religione, ma proprio dell’identità di classe che ha caratterizzato il nostro Rione da prima dell’arrivo dei Medici.

Chi ci guadagna è il capitalismo globale, quella schiera di speculatori, sciacalli e approfittatori che da sempre campano sul sudore dei proletari; sono quelli che arrivano nei nostri Quartieri con le tasche piene, pronti a farsi forti del loro denaro per espropriarci delle briciole che, a fatica, eravamo riusciti a guadagnarci. Arrivano nelle nostre piazze per costruire, distruggere, scavare a spese degli abitanti che non hanno più spazi per stare insieme e costruire legami che facciano fronte alle difficoltà della vita, rompendo l’isolamento che ci viene imposto.

Il Comune, organo che per primo dovrebbe tutelare i propri cittadini dai “rischi” del capitale, ignora le richieste di chi vive a Firenze, trasformandosi insieme ai consigli di Quartiere, nell’ultimo tentacolo di uno Stato centralizzato al servizio della speculazione. La sovranità popolare di cui tanto si riempiono la bocca i “sinceri democratici” non la vediamo nemmeno col binocolo: le decisioni vengono prese senza di noi, nei salotti bene di Firenze – come dimostrano i rapporti privilegiati che Palazzo Vecchio stringe con i ricchi della città, siano essi organizzati in logge o lobby – e siamo noi 

a pagarne il prezzo, siamo noi che ci ammaliamo con i loro inceneritori, sopra le nostre case volano i loro aerei, nelle nostre piazze aprono i loro dehors. Siamo colonizzati da una classe che vede nell’estrattivismo urbano – ossia l’estrazione di ricchezza dalla consunzione dei tessuti economici e sociali cittadini, senza produzione di valore – la fonte di profitto più promettente del nuovo millennio.

Ogni giorno è più importante opporsi a queste dinamiche imponendo l’autogoverno dei nostri Quartieri, siamo stanchi di essere determinati e vogliamo decidere noi cosa sia meglio per San Frediano. Per questo abbiamo deciso di formare un comitato che, avvalendosi delle competenze messe a disposizione dagli abitanti e dagli esperti del settore, sviluppi un Piano di Trasformazione Urbana di San Frediano e dell’Oltrarno.

Invertire la rotta non è possibile, è necessario!

La prima riunione del comitato sarà Martedì 15/10/19 alle 21.00 nei locali di Fuori Binario in via del Leone 76, partecipate numerosi!

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Nasce un nuovo laboratorio in San Frediano!

– Resoconto dell’Assemblea di Quartiere –

Venerdì 27/09/2019 ci siamo riuniti in piazza Tasso con una cinquantina di abitanti di San Frediano e Santo Spirito, per confrontarci sui problemi del quartiere. Quella che ne è uscita è stata un’assemblea molto proficua, caratterizzata, come ci si poteva aspettare, da un grande protagonismo dei Sanfredianini e da una profonda coscienza di quali siano le problematiche che realmente influenzano la trasformazione di strade e piazze.

Immediatamente è stata chiarissima per tutti l’importanza delle dinamiche economiche che coinvolgono il rione, in particolare sono emerse le speculazioni che stanno coinvolgendo tanto il Cinema Eolo che sta per trasformarsi nell’ennesimo hotel con ristorante, quanto l’edificio del Conventino Nuovo che rischia di diventare un complesso residenziale di lusso. Si è parlato dello svuotamento del quartiere dai suoi residenti, che non possono o non vogliono più permettersi di abitarci e vengono repentinamente sostituiti da un incontenibile numero di turisti che, grazie alle piattaforme come AirBnB, vengono reindirizzati in strade che finora non ne avevano mai visti. Sono proprio questi turisti che spostano l’ago della bilancia del cosiddetto libero mercato, determinando l’enorme proliferazione di ristorantini, locali e dehors (con la conseguente ulteriore sottrazione di spazio agli abitanti), l’espulsione delle attività di vicinato – si veda l’attuale attacco alla Farmacia Pitti in piazza San Felice e la recente chiusura della cartoleria di via Sant’Agostino – e il crescere del fenomeno della movida che rende impossibile il sonno ai residenti. E’ stata sottolineata la mancanza di spazi di aggregazione e socialità, con un generale interesse a tutti quelli che possono essere definiti beni comuni, dagli spazi lasciati soli dall’amministrazione, come il teatro Goldoni, o Piazza del Carmine, “riqualificata” dal Comune che l’ha resa un enorme palcoscenico da affittare. Ci siamo confrontati sulle scelte attuate dal Comune negli ultimi anni, sulle svendite delle case popolari, che hanno interessato ben 60 immobili in tutto il centro storico, non ultima l’Occupazione via del Leone 60/62; sull’assenza di una reale necessità di parcheggi interrati nelle nostre piazze, a partire dall’ultima brillante idea del Sindaco che vorrebbe scavare piazza del Cestello per ricavarne un parcheggio interrato che pochi potrebbero permettersi.

Sono quindi emerse con forza quelle che sono le necessità di una città che non vuole più sottostare ai dettami neoliberisti, si sono susseguiti numerosi interventi riguardanti le varie proposte per la comunità, dall’utilizzo degli spazi che vengono tenuti vuoti dall’amministrazione, nonostante le richieste delle associazioni di quartiere, al ripristino delle strutture di accoglienza come l’Albergo Popolare, passando per il recupero del ruolo di protagonisti all’interno delle piazze, con la formazione di comitati che possano effettivamente garantirvi una presenza fisica, ma soprattutto mentale, contribuendo all’autogestione degli spazi comuni, anziché delegarne il controllo a chi crede che la risposta stia in un maggior numero di pattuglie in strada. Abbiamo discusso dell’esigenza di ottenere un welfare che prevenga le situazioni di disagio che sempre più persone sono costrette a vivere, siano esse nate a Firenze o a Dakar, a causa del progressivo imborghesimento del circolo economico locale. Ci siamo brevemente confrontati sulla necessità di un diverso modello di ZTL che, anziché continuare a incoraggiare la continua proliferazione di attività di somministrazione di cibo e bevande, possa ad un tempo salvaguardare la salute dei residenti e incoraggiare l’apertura di locali che abbiano una reale utilità per il vicinato.

E’ sorprendentemente chiara la coscienza degli abitanti rispetto ai processi che interessano la zona, si è parlato di gentrificazione – la progressiva sostituzione delle componenti popolari a favore di classi più agiate, che dopo aver trasformato il centro in una vetrina per turisti si espandono a macchia d’olio nelle zone circostanti in cerca di originalità nella Disneyland globalizzata – e turistificazione. A conclusione della riunione siamo quindi riusciti a comporre, partendo dalle singole problematicità evocate nel corso della seduta, un quadro generale che vede l’amministrazione locale piegata agli interessi della speculazione economica anziché nel ruolo che gli spetterebbe di difesa degli abitanti, la stessa amministrazione che continua a sottrarre spazi pubblici a favore dell’interesse privato; la mancanza di regole efficaci che pongano un freno alla dissoluzione del tessuto sociale ed economico di quello che è storicamente il quadrante più vivace della città rinascimentale; l’assenza della 

partecipazione popolare all’organizzazione della vita comunitaria, sia in funzione di presidio che possa opporsi agli attacchi del capitalismo che per prevenire le situazioni di disagio delle famiglie e dei singoli residenti che attraversano le nostre strade. Il securitarismo, con cui si pretende di far fronte a quelli che sono i problemi strutturali di una società cittadina, volta ad escludere dal benessere la fetta più grossa della popolazione, evidentemente non può risolvere alcun problema ed è utile solo alla propaganda destroide che punta all’individuazione di nemici tra le classi popolari nascondendo quelli reali che governano indisturbati.

La conclusione a cui siamo giunti è la costituzione di un comitato di quartiere che, comprendendo all’interno anime e sensibilità diverse ed avvalendosi del supporto degli architetti e urbanisti vicini alla causa, possa invertire i processi di gentrificazione e turistificazione che stanno consumando l’Oltrarno. Vogliamo elaborare un piano

 di trasformazione urbana di San Frediano. Abbiamo bisogno di riprenderci i mezzi che ci spettano per difendere quello che rimane e costruire collettivamente, dal basso, il quartiere che vogliamo. Dobbiamo riappropriarci delle competenze necessarie alla comprensione profonda e alla progettazione di alternative possibili. Ribaltare i rapporti di forza per far valere la ragione del Quartiere nei confronti di chi quotidianamente lo offre alla speculazione internazionale.

Ci riuniremo quindi nuovamente

!!! Martedì 15/10/2019 alle 21 in Piazza Tasso !!!

per la prima assemblea del comitato, vi invitiamo a partecipare numerosi a quella che crediamo essere attualmente l’iniziativa più incisiva contro la mercificazione di San Frediano e Santo Spirito.

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Solo gli Amanti Sopravvivono

⁕⁕⁕ IL GIOVEDI’ DA LEONI ⁕⁕⁕

☄ Riprendono col botto le aperture dello spazio ☄

Dalle 15 chiacchiere, birrette, spritz, snacks, giochi da tavolo, libri, musica e chi più ne ha più ne metta !!!

Alle 21 proiettiamo “SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO”, un film di Jim Jarmusch (2013): Adam, un musicista underground, è gravemente depresso per via della piega che la sua vita umana sta prendendo, nonostante i suoi sforzi. Torna allora a far coppia con la sua enigmatica amante, Eve, con la quale ha diviso diversi secoli di amore. Ma il loro idillio è interrotto dall’arrivo della selvaggia e imprevedibile sorella minore di Eve, Ava

VI ASPETTIAMO || NO fasci, NO sbirri

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Giovedì da Leoni

Anche quest’anno l’Occupazione di via del Leone riapre i battenti ogni giovedì dalle 15:30 alle 00:00!
Lo spazio resterà aperto per chiunque abbia voglia di passare un pomeriggio ricco di socialità e cultura dove poter studiare, leggere, fare qualche gioco da tavolo o semplicemente passare del tempo in buona compagnia.
Inoltre dal tardo pomeriggio fino a sera le aperture proseguiranno con cineforum, dibattiti, iniziative accompagnati da cene ed aperitivi a tema.
NO FASCI
NO SBIRRI
NO RAZZISMO
NO SESSISMO
SI SPRITZ A N’EURO!!

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