[1/5/20] Per un primo Maggio di lotta

Oggi, 1 Maggio siamo scesi in piazza (rispettando distanze e DPI) per ribadire, nella giornata del-le lavoratrici e dei lavoratori, che non vogliamo una SmartCity, ma una Firenze Solidale, non vogliamo start-up e Airbnb, vogliamo cibo da mettere in tavola e casepopolari!
L’ex Caserma Cavalli è sempre stata caratterizzata, da una storia di sopraffazione: prima granaio fortificato dei Medici, poi caserma, ora la sua struttura viene sfruttata per creare un avamposto della smart city in San Frediano.
6500 mq regalati ad un incubatore per nuovi imprenditori, giovani costretti ad autosfruttarsi in una folle corsa verso il dominio dell’uomo sull’uomo per l’accumulazione di capitali.
Qui dentro convergeranno “startuppari” da tutto il mondo, pronti a creare qualche nuova Just Eat o Airbnb2.0, e poi, come se non bastasse avere un nuovo volano del capitalismo a 2 metri dal portone di casa, saremo anche costretti a veder passeggiare questi individui nel nostro Rione.
Brutta notizia per tutti quelli che ne avevano già abbastanza di bistrot, degustazioni, bici a scatto fisso e baffi a manubrio; bruttissima per tutti gli inquilini che vedranno schizzare i prezzi degli affitti, per tutti gli abitanti che non potranno più permettersi di comprare nemmeno un pezzo di schiaccia nelle vie dove sono cresciuti.
Nardella, svegliato con uno schiaffo dalla pandemia, si scuote dal suo torpore democratico e tuona contro la monocultura turistica (che lui più di tutti ha contribuito a creare) ed ambisce a reinventare Firenze, parla di riportare la residenza in centro, ma non vuole fare case popolari, parla di ridurre i ristoranti ma gli promette ampie fette di suolo pubblico.
Bene, lorsignori sappiano che se la Firenze che immaginano loro è una smart-city fatta di spazi recintati, percorsi turistici, parcheggi interrati, una nuova Milano con boschi verticali e piattaforme orizzontali, quella che immaginiamo noi è una Firenze solidale, piena di case popolari, luoghi di aggregazione, servizi di vicinato, sanità pubblica.
I ricchi imprenditori, come il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che ambiscono ad un ritorno alla Firenze dei banchieri, polo dell’economia mondiale, per rivivere l’”adrenalina della storia” che si viveva nel 500, sappiano che anche noi vogliamo rivivere un po’ di “adrenalina della storia”, ma quella di un periodo diverso, quel 1378 in cui nella Repubblica fiorentina, gli operai della lana insorsero da San Frediano e, bruciando i palazzi dei signori di via Maggio, arrivarono dentro i palazzi del potere per riprendersi ciò che gli spettava di diritto: il governo del loro territorio!
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[30/4/20] LA STANZINA DEI BAMBINI SERVE ADESSO! NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE

Dall’11 Marzo, primo giorno della quarantena, come Laboratorio Diladdarno ci siamo attivati assieme all’Occupazione di via del Leone, l’Associazione Amici dei Nidiaci ed i Bianchi di Santo Spirito, per tutelare e aiutare le persone più fragili del nostro rione, il rione di San Frediano. In poche settimane, col sostegno crescente di tanti singoli abitanti, siamo riusciti a fare in modo di portare la spesa a casa alle persone più anziane, autorganizzando un lavoro collettivo preciso e di enorme portata. Quando il Comune, settimane dopo, ha attivato lo stesso tipo di servizio e non riuscendo ad evadere le tantissime richieste ha iniziato a dirottarcele, non ci siamo tirati indietro. Lo abbiamo fatto per le persone, non di certo per coprire le falle di un’amministrazione capace di cercare di prendersi i meriti del lavoro di tante e tanti volontar* quanto incapace di fornirci i più minimi dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, ecc.) o la possibilità di poter saltare le file ai negozi e supermercati. Col passare del tempo ci siamo accorti che erano (sono e saranno sempre di più) tante le famiglie in seria difficoltà economica, con problemi a fare la spesa, pagare l’affitto e le bollette. Per questo, col sostegno
logistico di Fuori Binario, che ci ha messo a disposizione una stanza all’interno della sua sede in via del Leone 76, abbiamo attivato un progetto di sostegno alimentare. Progetto che, fornendo pacchi spesa dal valore di 20 euro circa (comprendenti prodotti necessari quali pasta,
riso, olio evo, olio di semi, farina, passata, pelati, latte, biscotti, ecc.) a ogni famiglia che ne facesse richiesta, sta coprendo le necessità primarie di oltre 100 famiglie. Famiglie che aumentano di
giorno in giorno, come fortunatamente le donazioni che ci permettono di acquistare le provviste e l’aiuto dei volontari che stanno lavorando insieme a noi. Il Comune e il Quartiere 1, dal canto loro, si sono dimostrati totalmente assenti: ridicoli buoni spesa (per sole famiglie residenti e capaci di dimostrare cali di reddito a causa COVID -escludenti quindi gran parte della popolazione precaria e a
nero che vive lavorando all’interno dell’industria turistica-), contributi affitti inesistenti (1100 famiglie copribili, senza uno stanziamento di fondi straordinario) e qualche pacco spesa distribuito giusto per potersi vantare davanti ai giornalisti… ed ecco la parte
delle istituzioni.
Dal canto nostro però la mole di lavoro aumenta di giorno in giorno, le spese si fanno sempre più grandi e le famiglie da aiutare sempre più numerose, non facendo distinzioni di colore, pelle o reddito. Per questo lo spazio di Fuori Binario non ci è più sufficiente e abbiamo richiesto
a Comune e Quartiere 1 l’utilizzo della “Stanzina dei Bambini”, per poterla usare come magazzino di stoccaggio per un servizio della
comunità di San Frediano per la comunità di San Frediano. Questa è una stanza, di proprietà del Comune, sita al piano terra dello stesso stabile di Fuori Binario, storicamente luogo di aggregazione per i più
piccoli del nostro quartiere ma chiusa (senza un reale motivo dimostrabile -e ne abbiamo passati di consigli di quartiere e comunali per capire il motivo per cui potesse essere chiusa…-) da oltre due anni. Crediamo che sia nell’interesse reciproco di cittadini e istituzioni che questo luogo torni nelle mani della comunità che ha dimostrato di essere un pilastro fondamentale per la vita del quartiere.
Qualora le istituzioni si rifiutassero di concederne l’uso sarebbe un gesto grave non solo verso gli oltre trenta volontari che si stanno adoperando per la sicurezza della comunità, ma soprattutto verso le 400 persone del quartiere che stanno ricevendo questo supporto. Quello che stiamo chiedendo è che Quartiere 1 e Comune di Firenze non ostacolino le associazioni del rione nel lavoro che stanno facendo per non lasciare indietro nessuno.
Solo così… andrà tutto bene.
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[18/4/20] COSTRUIAMO UNA FIRENZE SOLIDALE

LINK AL VIDEO: https://www.facebook.com/occupazione.viadelleone/videos/2543377649213460/
🤝 In Oltrarno stiamo organizzando un sostegno alimentare per le tantissime persone che in questo momento si trovano in gravi difficoltà economiche
✅ Grazie al supporto degli abitanti e alle donazioni che riceviamo siamo già riusciti ad aiutare tantissime persone, ricreando reti di mutuo soccorso ampie ed eterogenee
📫 Tuttavia, col prolungarsi dell’emergenza le richieste continuano ad aumentare e abbiamo la necessità di migliorare sempre più il nostro lavoro
Se hai bisogno CHIAMACI ! ! !
chiama Cosimo 388 3620966 o Flora 320 1460231
Se puoi, AIUTACI ! !
👉 con una donazione
IBAN: IT55R0359901899050188540404
intestatario: PerUn’AltraCittà
causale: “sostegno alimentare san frediano”
👉 unisciti al gruppo
chiama Cosimo 388 3620966 o Flora 320 1460231 per saperne di più
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[14/4/20] Solidarietà a Eddi

Anche da Firenze esprimiamo solidarietà ad Eddi, ingiustamente colpita dalle misure repressive dello Stato. Invitiamo tutti e tutte ad esprimere la loro solidarietà con un breve video selfie. Uniti siamo tutto!
CONTRO IL PATRIARCATO
CONTRO OGNI INGIUSTIZIA
LO STATO È IL VERO TERRORISTA
Noi stiamo con chi combatte l’lsis RiseUp4Rojava – Firenze
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[14/4/20] CROLLA IL CASTELLO DI CARTE

L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Corona Virus e le conseguenti ordinanze restrittive che si sono susseguite dalla fine di febbraio fino ad oggi hanno evidenziato tutte le contraddizioni che esistono nel tessuto economico del nostro paese.
La pandemia rivela ciò che era stato goffamente nascosto sotto il tappeto: l’effetto dei tagli alla spesa sociale, delle privatizzazioni, del progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori, della normalizzazione di nuove forme di precariato e sfruttamento, della finanziarizzazione dell’economia.
In queste settimane di epidemia Covid19 il costo sociale legato alle ordinanze sta colpendo i lavoratori e le lavoratrici legati a varie tipologie di lavoro subordinato, precario e a nero.
Il sistema neoliberale è messo a dura prova dalla sua incapacità di affrontare una crisi del genere, di prendersi cura dei soggetti più deboli e di rispondere a domande sociali che si scontrano con il muro della retorica del sacrificio.
Insomma, alla già vasta fetta di popolazione che a stento riesce ad arrivare alla fine del mese pagando un prezzo enorme in sacrifici e privazioni, si sta per aggiungere una marea di “nuovi poveri”. La crescita esponenziale dello squilibrio tra quanti lottano quotidianamente per restare a galla e i pochi che possiedono la gran parte del patrimonio economico di questo paese andrà a divaricare la già soffocante stratificazione sociale.
NON FACCIAMO CARITA’
Siamo tutti costantemente connessi eppure non siamo mai stati così soli, così incapaci di organizzarci, di far valere le nostre opinioni e portare avanti i nostri attacchi a un modello di sviluppo che divora i suoi figli.
Il nostro lavoro e le nostre lotte in città e in quartiere sono sempre state orientate alla costruzione di un tessuto sociale forte, tra gli ultimi, tra chi subisce quotidianamente le conseguenze di un sistema economico basato sul profitto e non sui bisogni, tra chi si rifiuta di trasferirsi in periferia per fare spazio ai ricchi, tra chi non si rassegna a sopravvivere in una città a misura di speculatore.
I nostri sforzi sono sempre stati diretti a creare solidarietà, a ricordare a chi non ha più speranze che non solo è possibile lottare uniti per cambiare ciò che ci circonda, ma è anche fortemente necessario.
Non smetteremo certo adesso!
Da un paio di settimane come Leone Occupato abbiamo attivato una rete di sostegno alimentare per famiglie o singoli indigenti, in maniera totalmente gratuita, seguendo i protocolli di sicurezza sanitaria.
La carità pulisce la coscienza dei ricchi, la solidarietà radica negli individui l’appartenenza alla collettività, stimola l’attivazione e rinforza i legami, ci rende difficilmente controllabili e impedisce che diventiamo uno strumento passivo nelle mani dei privati.
Il castello è crollato e le carte sono scoperte, è il momento in cui a pagare deve essere chi si è arricchito affamando il popolo.
Il nostro più caloroso abbraccio va a tutte le realtà storiche del rione, le associazioni e le tantissime persone che in questo momento si sono attivate per non lasciare nessuno indietro, riempiendoci il cuore d’orgoglio e ricordandoci cosa vuol dire ESSERE COMUNITA’.
AVANTI SAN FREDIANO
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