Lo spazio in cui viviamo determina ciò che siamo. Definisce anche l’idea stessa di uomo e la sua natura sociale, anche in aspetti che consideriamo “psicologici” o “personali”, che sono però molto più sociali di quanto pensiamo. Lo spazio influenza la nostra identità, le nostre abitudini, le nostre scelte, il nostro lavoro e il nostro tempo.
Lo spazio determina, ma è anche determinato, dallo scontro delle forze materiali che si affrontano in esso. Non è dato una volta per tutte: è sempre messo in discussione e rimodellato in base alle parti che si fronteggiano. Quello urbano, in particolare, rispecchia i rapporti di produzione e riproduzione del sistema capitalistico ed è da essi prodotto.
Si tratta di un fenomeno globale particolarmente evidente a Firenze, che ogni giorno che passa diventa sempre di più la “Disneyland del Rinascimento”: lo spazio è asservito al profitto, alla rendita fondiaria e plasmato intorno alle esigenze dei ricchi, dei turisti e del consumo.
Nella “Disneyland del Rinascimento” è di fondamentale importanza creare dei parcheggi a uso e consumo dei turisti che vogliono mettere la propria macchina all’interno del centro, o di chi vuole spostarsi per spendere e consumare. In quest’ottica si era già mosso il sindaco Domenici avallando il progetto del parcheggio sotterraneo di piazza Ghiberti. Al di là delle promesse fatte prima dei lavori, il risultato sono stati parcheggi a pagamento e la creazione di una (non) piazza di cemento pronta ad essere affittata agli stand dei grandi marchi o ai bar che mettono i tavolini fuori. La “riqualificazione” di Sant’Ambrogio è partita proprio dal parcheggio, che ha favorito la diffusone di locali costosi e per turisti, aumentando la rendita fondiaria della zona e allontanando gli abitanti per spingerli verso i quartieri-dormitorio della periferia.
Avendo questo come modello, Matteo Renzi, il cui sponsor principale è guardacaso l’ex Ad di Firenze Parcheggi, nonchè attuale presidente di Aeroporto Spa Marco Carrai, ha individuato piazza Brunelleschi e piazza del Carmine come spazi ideali per creare nuovi parcheggi sotterranei.
Come ricorda il Comitato Oltrarno Futuro nella sua pagina web, però:
“San Frediano è ormai l’ultimo quartiere del centro storico a essere ancora vissutodalla popolazione residente, in una città soffocata dalla speculazione (…) Ovunque in Europa, i centri storici sono stati svuotati dei loro abitanti e trasformati in vetrine commerciali di giorno e divertimentifici di notte; i residenti sono andati a vivere in quartieri periferici, dormitori senza vita condivisa, spesso divisi per censo e quindi anche per gruppi etnici. Nell’Oltrarno, invece, sopravvive un’intensa vita comunitaria.”
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