MOVIDA – Lo scontro generazionale che non esiste

Come ragazz.e di San Frediano, sentiamo il dovere di esprimerci sull’argomento che in questi giorni sta monopolizzando la cronaca cittadina: la Movida.

Il problema degli schiamazzi e del rumore notturno nel centro storico fiorentino non è sicuramente nuovo, sono almeno dieci anni che, prima in una piazza poi in un’altra, passando per il bar all’angolo, si susseguono le lamentele dei residenti esasperati che non riescono a prendere sonno, tra una giornata di lavoro e i bambini da portare a scuola.

“in questi anni le amministrazioni che si sono succedute hanno permesso, con una liberalizzazione di licenze e un totale disinteresse per la quiete e la salute dei cittadini, la possibilità di aprire qualsiasi attività ovunque” A.C. – residente in Borgo la Croce – da Le Notti Incivili

Tuttavia, mentre prima il problema si limitava a coinvolgere, nei periodi estivi, solo una parte della città alla volta, adesso ha raggiunto una portata cittadina, rendendo invivibili, per tutto l’anno, grosse fette dell’area Unesco: Sant’Ambrogio, Santa Croce, Santo Spirito, per non parlare delle zone prossime al Duomo o a piazza della Repubblica.

In queste aree, la proliferazione (volontariamente) incontrollata di ristoranti e birrerie, raggiungendo una concentrazione di 217 per km2, ha finito col far collassare su sé stesso un tessuto socioeconomico già fortemente impoverito, ormai improntato unicamente al divertimento serale (se così possiamo chiamarlo). Intere aree della città si animano ogni sera di migliaia e migliaia di giovani, ansiosi di spendere il loro tempo e i loro soldi nei locali.

Orde stordite hanno preso il controllo delle piazze, delle strade, perfino dei condomini, portando all’esasperazione gli abitanti che, quando non hanno deciso di vendere per trasferirsi in qualche quartiere residenziale, hanno invocato un securitarismo insensato. Con grande gioia della stampa locale infatti, nei giorni scorsi sono apparsi cancelli a chiudere strade pubbliche, progetti di cancellate per recintare i sagrati delle chiese, richieste di una presenza ancora maggiore di forze dell’ordine. Va invece fatto un discorso differente riguardo al documento redatto dai comitati Ma Noi Quando Si Dorme e Ridateci il Silenzio, ma ci torneremo più avanti.

Adesso viene da chiedersi: chi ha le possibilità economiche, il tempo e le energie per uscire ogni sera a “bere, vociare e pisciare sui muri”?

Ma soprattutto, dove sono tutti questi giovani?

“[…] bar che non si capisce come faccia ad avere tanti clienti, giovedì, venerdì, sabato” G.F. – residente in via dei Pepi – da Le Notti Incivili

In una città che invecchia anno dopo anno, perfettamente in linea con il secondo Paese più “maturo” del mondo, i giovani che non sono scappati a cercare qualcosa di meglio lavorano proprio in quei ristoranti e bar di cui parlavamo, attenti a non rovinare la vetrina della città con le loro “sudicie” presenze.

Quindi chi è che rompe??

La risposta è presto detta e sono i numeri a parlare chiaro: nel 2019 a Firenze sono arrivati 7.000.000 di turisti, totalizzando ben più di 20.000.000 (venti milioni!!) di pernottamenti. In una città come la nostra, il cui Comune ospita 367.000 abitanti, e soprattutto nell’area Unesco che ormai ne ospita solamente 18.600, questa mole di visitatori ha evidentemente un impatto fortissimo a più livelli – stiamo parlando di picchi di 26 turisti per abitante.

“negli ultimi quattro o cinque anni la situazione per noi residenti è diventata quasi insostenibile. I negozi di vicinato sono stati quasi tutti chiusi, per far posto a nuove attività commerciali […] il cui “core business” è la vendita di alcolici da asporto. […] Francamente non mi sorprende affatto che chi ne ha la possibilità abbandoni il quartiere per installarsi in zone residenziali sicuramente più vivibili.” F.M. – residente in via dell’Agnolo – da Le Notti Incivili

Il Comune, primo fautore della governance pubblico-privata dello spazio urbano, ha lasciato proliferare ogni genere di attività commerciale volta al turismo secondo il mantra per cui le leggi di mercato non possono sbagliare. Questa gestione sconsiderata ha portato una fortissima zonizzazione di Firenze, modificandone i flussi, le residenze e gli esercizi commerciali fino a un punto di non ritorno. Adesso che interi quartieri sono stati finalmente disneyficati i turisti sapranno esattamente in quale strada trovare i ristoranti “tipici”, in quale andare a ballare, dove comprare la cocaina o su quale muro pisciare.

“ho vicino la discoteca Space Electronic che accoglie all’ingresso folle di americani e stranieri già ubriachi e urlanti che poi durante la notte fino alle 5 del mattino, rivomita fuori altrettanto ubriachi e squinternati.” P.C. – residente in via Palazzuolo – da Le Notti Incivili

In questo clima decisamente poco rassicurante quella che si prospetta è un’interminabile serie di misure securitarie e lesive della libertà dei cittadini, nonché di scarso senso pratico. Pochi giorni fa infatti, in Sant’Ambrogio, via dell’Ortone è stata chiusa da ambo i lati da due cancelli metallici. Questa è stata la risposta di chi era ormai troppo stanco e disilluso per cercare soluzioni più sensate alla latrina che era diventata la via.

Ovviamente un coro indignato protesta di là d’Arno chiedendo a gran voce la chiusura di via dei Preti [la strada-pisciatoio dietro Santo Spirito, ndr]. Perfettamente d’accordo il priore della basilica, che anzi da tempo tuonava per far chiudere il sagrato con un’enorme cancellata, alla faccia delle generazioni di ragazzi più o meno giovani che ha ospitato, della carità cristiana e anche del buongusto.

Ora quello che rischia di consumarsi è il sacrificio dei Giovani Fiorentini sull’altare del Decoro, anziché concentrarsi sulle reali possibilità che abbiamo per risolvere insieme questi problemi.

La divisione non è tra giovani e anziani, ma tra chi sfrutta e chi è sfruttato, tra chi privatizza lo spazio pubblico e chi viene espulso dal proprio quartiere, tra chi guadagna sul turismo sfrenato e chi fa le pulizie negli Airbnb.

 

Come si evince da LE NOTTI INCIVILI – Testimonianze di cittadini di Firenze perseguitati dalla movida e abbandonati dalle istituzioni, il documento redatto dai comitati citati all’inizio – consistente in trenta pagine di lamentele e segnalazioni – i residenti (nella grande maggioranza dei casi) hanno chiaro di chi sia la colpa:

“La storia che mi ha oppressa ed avvilita ha a che fare con la RIQUALIFICAZIONE (per me ROTTAMAZIONE) della zona e del popolo di Sant’ Ambrogio a scopo turistico/commerciale.” M.C. – residente in piazza de’ Ciompi – da Le Notti Incivili

Il problema non sono i giovani, ma la gestione della cosa pubblica: dove dovrebbero andare i ragazzi fiorentini il sabato sera se non a divertirsi con gli amici? Però, ci si faccia caso, i locali adibiti a questo scopo sono tutti concentrati in pochi chilometri quadrati e creano un’enorme congestione, impedendo il controllo popolare dei quartieri che eviterebbe la maggior parte dei casi di violenza, sessismo, razzismo o molestia. Spesso infatti, sono stati proprio i ragazzi del quartiere ad allontanare chi disturbava gravemente, rompendo bottiglie o attaccando rissa, la tranquilla ilarità della piazza.

Il fenomeno per cui nei quartieri periferici, si guardi Novoli, i locali sono totalmente assenti mentre il centro ne ospita più di quanti può sopportarne non è avvenuto casualmente. Gli interessi economici di speculatori immobiliari, investitori e grandi catene internazionali, messi davanti al benessere degli abitanti, hanno determinato la trasformazione del centro storico in un enorme albergo diffuso. Qui i cittadini si trasformano in dipendenti ed i turisti in clienti ed ogni attività che vi viene svolta viene incanalata entro i limiti del profitto. Qui per i residenti non c’è spazio – perché sono meno remunerativi degli Airbnb – e gli affitti sono così alti che nessun commerciante o artigiano può continuare con la propria attività storica, quantomeno deve attrezzarsi per offrire uno scorcio caratteristico ai passanti.

Adesso, in un momento di svolta per Firenze, in cui spetta a noi decidere se vogliamo diventare una copia asciutta di Venezia o tentare una strada diversa in cui trovino spazio i residenti, l’edilizia popolare, gli artigiani e le case del popolo, dobbiamo identificare il nemico che abbiamo di fronte e non farci ingannare da stupide lotte intestine.

Va detto con chiarezza che la colpa di questa situazione è degli speculatori, di Airbnb e del Comune. Vogliamo decidere sulla nostra città e darle un’organizzazione volta al benessere di tutte e tutti gli abitanti, inclusiva, solidale, viva.

Questo non è uno scontro generazionale,

è guerra di classe

e dobbiamo vincere.

 

Occupazione via del Leone 60/62

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