Solidarietà agli indagati per l’assedio al lusso. I diritti si conquistano a spinta!

aspinta-300x21230 persone saranno portate a processo con accuse che vanno da resistenza a pubblico ufficiale a lesioni. Ad essere contestati sono i fatti avvenuti lo scorso 21 dicembre durante l’assedio al lusso, quando alcune centinaia di persone tra studenti, occupanti di case e sfrattati, lavoratori e disoccupati si ritrovano in Piazza San Marco con l’obiettivo di portare la propria rabbia – quella di chi subisce la crisi e le politiche di austerità – nelle vie della ricchezza più sfrenata.

La questura, dopo aver vietato la manifestazione e prescritto un presidio statico, schierò decine di celerini in via Cavour per impedire al corteo di uscire dalla piazza e prendere vita. Un fatto grave quanto inedito che voleva creare un pericoloso precedente sulla stessa libertà di manifestare in città. La piazza rifiutò il divieto e iniziò a spingere con determinazione sugli scudi dei poliziotti e, dopo aver resistito a tre cariche, impose alla questura un passo indietro riuscendo a partire in corteo e a dirigersi verso il centro-vetrina della città.

Nelle aule di tribunale si vuole portare la vendetta di chi governa la città per una giornata di lotta che – come molte altre di questi tempi – ha avuto la capacità e la forza di dimostrare che i diritti à si possono conquistare con la lotta.

Ancora una volta, dopo aver fallito con i manganelli, si affida alla magistratura il compito di spegnere quella rabbia sociale che continua ad espandersi ed organizzarsi dentro e contro l’austerity. Una rabbia che dopo l’assedio al lusso del #21D – e con maggiore forza – in questa città ha continuato ad emergere e quindi scontrarsi con chi governa la città: dall’occupazione di via dei Servi a quella di viale Gori, passando da via del Romito, la volontà di reprimere con la polizia le lotte di chi oggi pratica il proprio diritto alla casa ha dovuto fare i conti – come nella piazza del #21D – con la determinazione di una soggettività che non si arrende dinanzi ai manganelli, non cede ai ricatti, non accetta elemosine.

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Concerto benefit Via del Leone @Csa Nextemerson

UNDERGROUND HIP HOP @ csa Next Emerson
suoneranno
—-> DSA COMMANDO <—- rap hardcore da Savona
http://www.dsacommando.com/

–> God/zilla (Chianti, Billo T, Jkaps, Ego & Fattore V from Outbreak <– rap

–>ESERCITO RIBELLE & FILTRO FOLTRI<–
https://www.facebook.com/pages/ESERCITO-RIBELLE/144292838916145

->ARMAGEDDON<- https://soundcloud.com/bossolandia

Il concerto inizierà intorno alla mezzanotte e i DSA Commando inizieranno il loro live non più tardi delle 1:30!!

INGRESSO 3 EURO – l’incasso della serata servirà a sostenere le attività e le iniziative dell’ Occupazione ViadelLeone

CSA NEXT-EMERSON – VIA DI BELLAGIO – FIRENZE

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Alla luce degli ultimi avvenimenti

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Alla luce degli ultimi avvenimenti crediamo necessario fare ulteriore chiarezza sulle vicende che stanno riguardando l’occupazione di Via del Leone.
Lunedì pomeriggio alcuni studenti, che frequentano quotidianamente lo spazio, lo hanno trovato chiuso dall’interno. Dentro si trovavano alcune delle persone protagoniste nelle ultime settimane delle azioni di aperta ostilità contro quest’assemblea, entrate all’interno dell’occupazione spaccando lucchetti e chiavistelli. Alla richiesta di spiegazione avanzata dagli studenti, queste persone hanno comunicato che da allora in avanti avrebbero gestito loro l’occupazione stabilendo anche chi avrebbe avuto il permesso di entrare. In seguito queste stesse persone hanno passato la nottata in Via del Leone, barricandosi all’interno e di fatto impedendo lo svolgimento dell’assemblea settimanale negli spazi dell’occupazione.
Ci sembra molto importante sottolineare che le persone protagoniste di questa provocazione non partecipavano alla vita del posto da svariati mesi (per loro scelta) e addirittura alcune di loro non l’avevano mai fatto.
Data la situazione di per sé già molto tesa abbiamo scelto di ritrovarci in assemblea in un altro luogo insieme a tutti coloro che avevano partecipato alla vita dello spazio. Nel corso della serata l’assemblea è stata arricchita da molte compagne e compagni che compreso la gravità della situazione hanno voluto solidarizzare con l’occupazione, rimarcando in questo modo l’estraneità dal movimento di certe pratiche da banda. Alla fine di una discussione intensa e partecipata abbiamo scelto di non rispondere alla provocazione la sera stessa per scongiurare situazioni spiacevoli per il quartiere ed evitare di attrarre ulteriormente l’attenzione delle forze repressive—che immaginavamo già pronte a cogliere l’occasione di reprimere il movimento nel caso in cui la situazione fosse degenerata. Infatti, digos e polizia erano già da settimane a presidiare il quartiere, dopo che minacce e insulti anche contro l’occupazione di Via del Leone erano comparsi sui muri di San Frediano e Sant’Ambrogio.

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Da giovedì 13, proiezione di “Black Mirror” e discussione sulla tecnologia

Dal 13 febbraio, domani, ogni giovedì  dalle 17,30 proiezione degli episodi della serie “Black Mirror“, discussione e aperitivo. QUI l’evento su Facebook.

Negli ultimi dieci anni, la tecnologia si è sviluppata a tal punto da trasformare quasi ogni aspetto della nostra vita senza lasciarci il tempo di esprimere dubbi.

In ogni casa, ogni uomo, su ogni scrivania, in ogni palmo della mano: uno schermo tv al plasma, un monitor, uno smartphone… un Black Mirror, uno specchio nero che riflette la nostra esistenza nel 21 ° secolo.

Black Mirror, ideato da Charlie Brooker, è una miniserie di tre episodi indipendenti tra loro, in ogni storia, di circa 60′ ciascuna, cambiano attori, scenenggiatori e anche il regista. Ogni puntata riflette, come uno specchio nero, gli aspetti inquietanti che le nuove tecnologie infondono nella nostra attuale società. Black Mirror rispecchia il disagio collettivo del nostro mondo moderno e tecnologico.

I tre singoli drammi sono taglienti, ricchi di suspense, racconti satirici con una piccola inclinazione paranoica.

Le proiezioni si terranno ogni giovedì dalle 17,30, quindi il 13, 20 e 27 febbraio e il 6, 13 e 20 marzo.

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Comunicato dell’assemblea di via del Leone sui fatti delle ultime settimane

viaLeone4-5-21-707x1024Visti i recenti fatti che hanno coinvolto l’occupazione di via del Leone e di cui probabilmente in molti sono già venuti a conoscenza, l’assemblea dell’occupazione sente il bisogno di esprimere la propria posizione.

Come assemblea di via del Leone abbiamo condannato ciò che un partecipante alla nostra assemblea ha fatto (collaborare con la polizia all’identificazione di uno spacciatore) dal primo momento in cui ne siamo venuti a conoscenza. Capire in che modo comportarsi con lui non è stata però una reazione altrettanto rapida e chiara. Le ragioni sono diverse; questa questione è emersa nel dibattito dell’assemblea in un primo momento sotto forma di argomentazione in supporto a una posizione di un membro dell’assemblea in un dibattito interno alla gestione dell’occupazione. Successivamente il dibattito in merito a che posizione assumere nei confronti di questa questione si è trasformato in minacce e ricatti di soggetti esterni all’occupazione di via del Leone.

Il lunedì successivo a quello in cui eravamo venuti a conoscenza dei fatti alcune persone hanno infatti fatto irruzione in assemblea bloccando la discussione, avvertendo la persona in questione di non presentarsi più “nel quartiere” e minacciando l’assemblea di sgombero dal momento in cui non fosse stata presa la decisione di cacciarlo dall’occupazione.

L’assemblea seguente ha trovato davanti alla porta un presidio di una trentina di persone. Alcune di queste hanno distribuito e letto un comunicato che condannava il ragazzo in questione e che terminava con questo paragrafo: “L’assemblea dovrà decidere se continuare a riunirsi serenamente cacciando chi se lo merita o cercarsi un altro posto. Non permetteremo che nello spazio occupato di via del Leone continui a riunirsi chi valuta come cosa tollerabile sedersi a discutere in compagnia di un infame acclamato”. Queste persone si sono poi trasferite al primo piano dello stabile sostenendo di averlo “occupato” e di avere maggiore legittimità dell’assemblea dal momento in cui alcuni di loro parteciparono alla fase iniziale dell’occupazione dall’aprile scorso. 
Durante la notte sono state fatte varie scritte nei quartieri di San Frediano e Sant’Ambrogio. Tra le tante: “Via del Leone infami”; “morte alle spie” sul muro dell’asilo accanto all’occupazione con una freccia verso la porta.
 Negli ultimi giorni la Digos è passata decine di volte sotto l’occupazione e ha già fermato svariate persone. Ci sembra che anche questo fatto parli da solo.

Noi rivendichiamo la legittimità di un’assemblea di uno spazio occupato a discutere e decidere in merito ai provvedimenti da prendere nei confronti di una persona interna all’assemblea stessa, senza alcuna aggressione esterna, verbale o fisica che sia. Il fatto che fossimo posti sotto minaccia e sotto ricatto nelle ultime settimane ha ostacolato una decisione serena e chiara rispetto a una questione che era ancora in discussione. La persona in questione si è allontanata spontaneamente dall’assemblea, precedendo una decisione che, come ci siamo detti più serenamente in assemblea negli ultimi giorni, avremmo comunque preso.

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