Il programma di Ottobre dell’Occupazione

https://scontent-a-mxp.xx.fbcdn.net/hphotos-prn1/935975_166496730219637_1759442269_n.jpgScarica QUI il pdf col programma di Ottobre dell’Occupazione di Via del Leone 60/62

Pubblichiamo il programma di Ottobre dell’Occupazione di Via del Leone 60/62, nei prossimi giorni pubblicizzeremo in dettaglio ogni singola iniziativa.

I contatti dell’Occupazione sono:

mail viadelleone@autistici.org

Facebook: Occupazione viadelleone

Per altre info si può passare di persona quando si vuole, oppure il lunedì sera alle 21,30 giorno dell’assemblea settimanale del posto, o il mercoledì alle 21,30, durante l’assemblea di CortocircuitO.

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San Frediano: il quartiere con gli occhi di chi lo vive. Un opuscolo da via del Leone

issuu.com/cortocircuito.fi/docs/documento_sulle_lotte_di_quartiere_?e=0/3189356

Qui sopra la versione digitale, QUI si può scaricare in Pdf, di seguito il testo.

San Frediano: il quartiere con gli occhi di chi lo vive

Tra cemento, speculazioni e la nostra idea di territorio

–  Il territorio così com’è oggi è il prodotto di secolari operazioni di polizia. Il popolo è stato cacciato via dalle sue campagne, poi dalle sue strade, dai suoi quartieri e persino dagli atri dei condomini, nella speranza dissennata di rinchiudere la vita intera all’interno delle quattro mura stantie del privato. Il problema del territorio per noi non si pone come per lo Stato. Per noi non si tratta di mantenerlo, ma di rendere localmente più dense le comuni, la circolazione e la solidarietà, in modo che il territorio diventi indecifrabile e opaco agli occhi dell’autorità. Non è questione di occupare, ma di essere il territorio.-

Comitato Invisibile, L’insurrezione che viene, Parigi 2007

Con questo documento vorremmo dare una lettura della città in chiave critica, partendo dal contesto rionale in cui siamo nati e di cui ci occupiamo, San Frediano.

La realtà è sempre più chiara e definita: esiste un progetto condiviso dalle istituzioni comunali e da speculatori immobiliari e finanziari che sta trasformando il centro di Firenze in una città-museo, un bocconcino appetitoso e luccicante per investitori e turisti.

Il disegno si articola in due parti. A destra dell’Arno, lungo il tragitto che va da piazza Duomo agli Uffizi e da Santa Croce a Santa Maria Novella, sono stati espulsi quasi tutti i residenti per far assomigliare il paesaggio urbano a quelle cartoline che attirano ogni anno un impressionante numero di turisti. Una città che si è trasformata nella vetrina di se stessa. A sinistra dell’Arno, invece, la rive gauche, dove si sta mettendo a profitto la narrazione mitica dell’ultimo quartiere popolare del centro di Firenze, San Frediano.

Ecco allora che gli antichi residenti vengono sfrattati; al loro posto non si inaugurano tanto boutique e uffici, ma si alzano gli affitti degli appartamenti e si cominciano a ospitare i ceti intellettuali e creativi in cerca di autenticità. Nel frattempo le vecchie botteghe vengono sostituite con l’arrivo o l’espansione di bar, ristorantini, locali di tendenza per la movida fiorentina. Con l’ingresso nella rive gauche, nel momento stesso in cui si cerca l’autenticità se ne distrugge l’essenza. La borghesia uccide ciò che ama.

Si svendono a privati gli edifici pubblici, si pedonalizzano le zone ritenute di una certa rilevanza commerciale, gli sfratti si fanno quotidiani, le piazze vengono rese luccicanti e munite di telecamere.

Assistiamo, cioè, a un’operazione di ingegneria sociale, in cui si cerca di addomesticare l’anima popolare del quartiere e di renderla funzionale agli interessi della speculazione immobiliare. E allora quello che era l’elemento indomito di San Frediano viene messo a profitto. Esso diviene, nella regia della gentrificazione, l’elemento eccentrico, vivace, saporito, pittoresco.

Ci troviamo di fronte a un attacco, diretto e non, contro tutto ciò che è sociale, comune, condiviso. Un attacco contro le consuete pratiche con cui gli abitanti hanno sempre vissuto il quartiere. Il processo di sottrazione del centro storico agli abitanti di Firenze, e di espulsione e segregazione dei poveri e dei meno facoltosi, vede oggi la sua quasi completa attuazione ed è il simbolo della distruzione della vecchia idea di città.

Riqualificazione – Sicurezza – Lotta al degrado: queste le parole d’ordine attraverso le quali si attuano i processi di ridefinizione del territorio.

In mano alla Santa Alleanza dell’Impresa e dello Stato, la bellezza di Firenze è per noi l’ennesima sciagura. Le varie zone della città, i quartieri storici, hanno perso la vita che li caratterizzava, venduto le proprie bellezze, sostituito rapporti umani con rapporti economici.

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Lo spazio di Via del Leone non si tocca!

Il 21 aprile scorso abbiamo occupato l’immobile di via del Leone 60/62, di proprietà del Comune di Firenze e abbandonato da anni, per restituirlo al quartiere, a noi.

Stiamo costruendo una biblioteca, una ludoteca, uno spazio dove fare colazione o bere qualcosa di pomeriggio, un’aula studio, un piccolo orto, una stanza dove portare ciò che non si utilizza più e dove prendere ciò che ci serve, un archivio orale di memorie sul rione.

Soprattutto, deve essere uno spazio costruito e attraversato dal quartiere per il quartiere. I suoi protagonisti sono gli abitanti di San Frediano e chi vorrà condividere con noi questa esperienza collettiva di libertà e autogestione.

Il 29 aprile il Comune ci ha consegnato un’ordinanza di sgombero, firmata da Renzi, a causa dell’inagibilità dello stabile. Noi, che teniamo agli spazi che viviamo, avevamo già coinvolto ingegneri e muratori per perizie aggiornate e per i lavori di ristrutturazione. Il Comune, al contrario, si è disinteressato completamente allo stato dell’immobile per quasi un decennio, lasciando sfitti appartamenti dedicati ad alloggi popolari, in anni in cui l’emergenza abitativa è diventata una realtà quotidiana per troppe famiglie.

Matteo Renzi sta dunque ordinando un’esecutiva di sgombero a causa di problemi che il Comune stesso ha creato con la sua «disattenzione» e che noi invece stiamo risolvendo con le nostre forze. Noi pensiamo che si stia mascherando con ragioni «tecniche» una scelta politica ormai ripetuta negli anni: la città deve essere sottratta a chi la abita e consegnata agli speculatori, lasciando scivolare nell’abbandono gli spazi pubblici per svenderli ai privati e ricavarne profitto, a danno della collettività.

C’è un’evidente analogia tra il disinteresse per gli alloggi popolari di via del Leone, come del resto di tutta la città, e il progetto del parcheggio in piazza del Carmine e della ludoteca dei Nidiaci. Le scelte di Renzi sono funzionali al profitto dei suoi «amici» (Firenze Parcheggi, Casa Spa, Massoneria, palazzinari, Cassa di Risparmio) e vanno a danno di una gran parte degli abitanti, specie dei meno abbienti.

Difendere l’occupazione di via del Leone significa difendere la possibilità di vivere la città a misura dei suoi abitanti, con i ritmi e i bisogni del quartiere. Aprire uno spazio di socialità in San Frediano permette di rafforzare le reti di solidarietà e di mutuo soccorso che sono sempre più essenziali in un momento di crisi economica che colpisce tanto più un quartiere popolare come il nostro. Abbiamo un bisogno vitale di spazi che ci consentano di affrontare collettivamente problemi comuni.

Il quartiere è di chi lo vive e non di chi ci specula.

Le occupanti e gli occupanti di via del Leone 60/62

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Nuova occupazione in San Frediano!

IL QUARTIERE E’ DI CHI LO VIVE, NON DI CHI CI SPECULA!

San Frediano è un quartiere storico, perché strade e piazze hanno una struttura ancora a misura d’uomo, lontana dall’urbanistica tipica delle metropoli fatte di colate di cemento e centri commerciali, e ciò rende possibile il mantenimento di un certo livello di relazioni e socialità tra le persone che lo abitano.

Ma è proprio in un terreno come questo che, in nome della sicurezza e del bello, vengono agiti cambiamenti e trasformazioni calati dall’alto. Comune e speculatori vari hanno trovato l’ennesimo territorio in cui investire andando a sconvolgere il tessuto urbano e sociale del rione. Basta guardare a progetti come quello del parcheggio di piazza del Carmine, che, finalizzato solo alla venuta di facoltosi turisti, muterebbe totalmente l’assetto della piazza e delle vie circostanti, e alla sottrazione di importanti spazi comuni di socialità come i giardini Nidiaci, e tutto in nome del profitto. O ancora pensiamo a chi viene sfrattato da polizia e ufficiali giudiziari poiché diventa impossibile pagare gli affitti che si innalzano sempre di più, ed è costretto a trasferirsi altrove.

A questo punto potremmo dire che quello in atto è un vero e proprio attacco alle nostre esistenze ed è per questo che abbiamo deciso di giocare un ruolo in questa partita, opponendo al piano di riqualificazione dei padroni la costruzione di una quotidianità altra, basata sulla socialità e la condivisione. Per questi motivi abbiamo deciso oggi di riappropriarci di uno spazio abbandonato, per renderlo attraversabile da tutti quelli che si riconoscono in quest’ottica e hanno voglia di reagire e dare vita al quartiere come noi vogliamo che sia. I primi progetti che nasceranno in questo nuovo spazio sono una biblioteca e un archivio di memorie orali del quartiere, e ovviamente invitiamo tutti a portare le proprio proposte e iniziative per costruirle insieme.

VIENI A TROVARCI IN VIA DEL LEONE 60 DOMENICA 21 dalla mattina LAVORI E PULIZIE, sistemiamo insieme il nuovo spazio

LUNEDÌ 22 h 18.oo ASSEMBLEA in piazza Tasso per conoscerci e condividere idee e proposte h 20.00 CENA a offerta libera

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